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Visualizzazione dei post con l'etichetta Accademia di costume e moda

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L'estate si è fottuta. Ciao ciao magliette a maniche corte, birrette notturne, aperitivi sul balcone. Addio ceretta all'inguine, stramaledette succhiasangue, goccioline di sudore. Benvenuta tosse, mosconi e moschette, trench e castagne. Magari è troppo presto per parlare di castagne, ma suvvia, si va per archetipi stagionali. Il mio lavoretto estivo da cameriera sta per finire (grazie Osteria per la paghetta settimanale e per non aver fatto pesare sul mio corpo i chilogrammi dell'alcohol), adesso c'è da riprendere da dove si era rimasti. Quindi, tiriamoci su le maniche e cominciamo da A.D.R (Aereoporti Di Roma) che ci ha commissionato un lavoro niente male. Ebbene si, lavorerò, sto lavorando, per Fiumicino e Ciampino, per cui non proprio un niente, mica devo progettare i grembiuli della scuola elementare S.Francesco; io, Marzia e Francesca abbiamo il compito di fare il restyling completo degli accessori di A.D.R, ovvero sia, stiamo lavorando per più di mille persone c...

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Loden mon amour Ebbene, sono le 9 e 22 di domenica. La maggior parte dei miei coetanei starà dormendo, o si starà stropicciando gli occhi, buon per loro, meglio per me. Nel senso che credo che svegliarsi presto la mattina sia un'ottima abitudine. Ma non è delle mie ottime abitudini che intendo parlare. Ieri ho avuto un colloquio con Andrea Provvidenza, responsabile del marchio Lodental. What is Lodental? qui tutte le info  http://www.lodental.it/about/ Un colloquio mooooooolto informale, che non credo si ripeterà molto presto nella storia dei colloqui. Quello che abbiamo fatto per il Sig.re suddetto, è stato un progetto sulla nostra visione del brand da quì a 5 anni. (Ve l'avevo mai detto che la moda stà avanti almeno un paio di stagioni rispetto al presente?). Chiaramente il focus della capsule collection era il cappotto loden, cioè quel soprabito tipicamente di colore verde scuro che si addice moltissimo a personalità eleganti, fino ad oggi identificato con un target ...

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foto e post produzione di Beatrice Chichiarelli Buongiorno. Buongiorno. Ho preso una decisione: vado in Australia. Direi che è inutile snocciolare i motivi per cui non ho intenzione di restare in Italia, di questi tempi, povero paese, è così tanto bistrattato dai giornali e televisioni che mi sembrerebbe di sparare sulla croce rossa. Ho finito tre anni accademici di moda,  un giorno scriverò di quello che significa studiare a Roma, in un'Accademia prestigiosa come la mia, che finalmente sta cercando di valorizzarsi (anche se, alzare la retta non è indice di valore, né di "migliore", anzi, lo trovo un modo di uniformarsi ad un sistema di istruzione elitario nel senso sbagliato; nel senso dei ricchi) un pezzo della mia collezione Un final work alle spalle (  http://www.behance.net/gallery/ALL-BLACKS/8229223  ), un paio di concorsi, tanto sudore e ambizione. E ora? La conosco questa sensazione di bilico, comune a chiunque abbia finito di scrivere un capitolo imp...

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Max Papeschi Sai qual' e' la risposta che temo di piu'? Io non ti rispondo ma pongo comunque il quesito: E se la tua ambizione superasse il tuo talento? Occorrerebbe essere piu' shining, piu' cool, piu' glamour, nel mio caso piu' alta. E quel che un po' mi spaventa, conoscere le persone giuste. Cosi' non avrebbe importanza avere delle idee geniali. Diro' di piu': non importerebbe avere o meno delle idee. Cazzo, che visione pessimista. Ma no, la moda e' super super democratica, meritocratica! Non passano prima gli omosessuali, le cugine e le bionde. Ma io scherzo. Io ci credo. I consigli giusti: Bisogna avere fame, quella fame di lavorare che ti permette di chiedere al Sig. Della Valle se c'ha un posto libero nel suo ufficio, uno qualsiasi. Bisogna essere qui' e li' contemporaneamente. Mica uno scherzo. Sorridere sempre. Mangiare poco. Avere almeno un pezzo di Celine. Sapere chi dirige Vogue. Ehi, non solo quello ...

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Il problema delle "scuole" di moda è che non si riesce a trovare un equilibrio tra stile (nei termini di: ricerca, sviluppo dell'idea, cultura e altri ble bla) e lavoro pratico (conoscenza delle tecniche, dei materiali, dello sviluppo taglie...). Le fashion schools prendono sempre una strada più che l'altra; o si esce stilisti, o si esce artigiani. Meglio; ci si prova. Il che, nel primo caso è semi-impossibile perchè senza SAPERE cosa disegni, si fanno solo voli pindarici "immaginiferi". Non è neanche del tutto sbagliato; voglio dire, se fosse un artigiano a pensare le proprie creazioni, all' 80% farebbe delle cose che sà di poter fare, senza spingersi troppo oltre i limiti del proprio sapere. Non si complicherebbe la vita per un idea. Penserebbe subito alla fattibilità del prodotto, in maniera molto pragmatica, al contrario, appunto, del designer stralunato.  Uscire artigiani belli e fatti è altrettanto inverosimile; ci vuole tempo, pratica, la ...