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| foto e post produzione di Beatrice Chichiarelli |
Buongiorno.
Ho preso una decisione: vado in Australia. Direi che è inutile snocciolare i motivi per cui non ho intenzione di restare in Italia, di questi tempi, povero paese, è così tanto bistrattato dai giornali e televisioni che mi sembrerebbe di sparare sulla croce rossa.
Ho finito tre anni accademici di moda, un giorno scriverò di quello che significa studiare a Roma, in un'Accademia prestigiosa come la mia, che finalmente sta cercando di valorizzarsi (anche se, alzare la retta non è indice di valore, né di "migliore", anzi, lo trovo un modo di uniformarsi ad un sistema di istruzione elitario nel senso sbagliato; nel senso dei ricchi)
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| un pezzo della mia collezione |
La conosco questa sensazione di bilico, comune a chiunque abbia finito di scrivere un capitolo importante, questa sensazione angosciante in cui non ci sono più insegnanti ad assegnarti i compiti a casa, in cui non percorri più lo stesso tragitto per andare all'uni.
Gli stessi riti.
Le stesse facce.
Qualcuno si prende un anno sabbatico. Qualcuno ha la fortuna di essere preso gratis come stagista ( che cazzo di sistema). Qualcuno fà un master, qualcuno si taglia i capelli, si dà alla droga, cambia via.
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| Tasmania |
Ma le cose non vanno mai come ci si immagina. Per cui, l'unico consiglio che mi do, e do a quelle povere anime italiane uscite da un percorso formativo, è questo:
"Resta con le braccia aperte e muso alto mentre continui a camminare, ascolta tutti i consigli, ma fidati solo del tuo istinto, lui sà meglio di te. Non annaspare e alzati presto la mattina, esci con gli amici e vai a ballare. Leggi dei libri, cucina, comprati un regalo. Aiuta mamma a casa, taglia il prato, fatti una ceretta. Fai tutto quello che puoi fare, che ti và di fare, anche se non centra niente con gli studi eseguiti.
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| BOMBO |




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