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21 Vita da Stagisti

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Venerdì sera, il primo libero da un mese. E chiaramente, figurati semmevàddeuscì. Ho passato la prima metà della giornata ad accoppiare e sminuzzare foulard, non ne spiego la ragione. l'altra metà a fare ricerca di street-style. Che poi street de che, queste sono tutte modelle o gente che girovaga nel sistema moda, i blog di street non esistono, perchè, quelle e quei tipi bellissimi con trentamila euro addosso non sono per niente gente comune. Chi li ha mai visti? E allora perchè si dice che vengano presi dalla strada? Orientali vestite Kenzo e Valentino, bionde con gambe kilometriche, orecchini Chanel e spille Lanvin. Mi sono venuti i brividi a figurarmi vicino una di queste ninfe belle e ricche, io bassa, povera e pure obesa rispetto ai canoni di quegli scatti Canon. I miei complessi da stagista amorfa mi sono rimbombati dentro, e mi sono sentita totalmente...come dire...un cesso sfigato. Al di là della mia personale tristezza, vorrei solo rincuorare le persone vere, quella non è...

20. chiamatele borse

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Mi arrovello il cervello sugli oggetti. Sulle loro componenti, la loro utilità, il loro scopo. Lo faccio perché sono arrivata alla conclusione che gli oggetti (e nello specifico gli accessori) siano un modo molto efficace di espressione. Gli oggetti sono la base dello stile e lo stile... stì-le dal latino: [stìlus] penna, derivante dalla radice [stig-] pungere. Lo stile, in antichità, era la penna con cui si scriveva sulle tavolette cerate, incidendole. Il passaggio ulteriore di significato è di un'eleganza di pensiero enorme: lo stile diventa il modo di scrivere proprio di una persona. Diventa il  sinolo  di grafia, ritmo, tono, taglio di pensiero, lessico ed ogni altro fattore che oggi, intuitivamente, ricomprendiamo nello stile di scrittura. Passo ulteriore, ampliamento dell'orizzonte: lo stile diventa tutto ciò che caratterizza una persona sotto un profilo estetico, squisito e vasto - anche se la radice autentica resta la semplice penna,  simbolo  di un'es...

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L'estate si è fottuta. Ciao ciao magliette a maniche corte, birrette notturne, aperitivi sul balcone. Addio ceretta all'inguine, stramaledette succhiasangue, goccioline di sudore. Benvenuta tosse, mosconi e moschette, trench e castagne. Magari è troppo presto per parlare di castagne, ma suvvia, si va per archetipi stagionali. Il mio lavoretto estivo da cameriera sta per finire (grazie Osteria per la paghetta settimanale e per non aver fatto pesare sul mio corpo i chilogrammi dell'alcohol), adesso c'è da riprendere da dove si era rimasti. Quindi, tiriamoci su le maniche e cominciamo da A.D.R (Aereoporti Di Roma) che ci ha commissionato un lavoro niente male. Ebbene si, lavorerò, sto lavorando, per Fiumicino e Ciampino, per cui non proprio un niente, mica devo progettare i grembiuli della scuola elementare S.Francesco; io, Marzia e Francesca abbiamo il compito di fare il restyling completo degli accessori di A.D.R, ovvero sia, stiamo lavorando per più di mille persone c...

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Parliamo di Zoolander. Incipit: Era il lontano 2001 quando il film è apparso sugli schermi, e non mi ricordo che se ne fosse parlato più di tanto, io che ancora ero ignara che la moda potesse essere la mia strada, avevo liquidato il film e non avevo speso i miei soldi per andare al cinema. Nonostante Ben Stiller ed Owen Wilson sono senza dubbio una coppia vincente con due volti da prendere amorevolmente a schiaffi, avevo occhi solo per Elijah Wood alias Frodo Beggins, e se francamente dovessi scegliere, ancora oggi tutta la vita Frodo. La direzione e la sceneggiatura, nonché l'interpretazione, è dello stesso Ben Stiller che si è inventato il personaggio di Derek Zoolander in occasione del VH1 Fashion Award del lontano 1996. Credo di essermelo ritrovato su Sky in un noioso pomeriggio e deve anche avermi stuccato un pò, non mi ricordo il finale, ho solo impressa la scena di Hansel che riesce a togliersi le mutande con i pantaloni addosso. Questo sarebbe figo. Non abbastanza...

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Loden mon amour Ebbene, sono le 9 e 22 di domenica. La maggior parte dei miei coetanei starà dormendo, o si starà stropicciando gli occhi, buon per loro, meglio per me. Nel senso che credo che svegliarsi presto la mattina sia un'ottima abitudine. Ma non è delle mie ottime abitudini che intendo parlare. Ieri ho avuto un colloquio con Andrea Provvidenza, responsabile del marchio Lodental. What is Lodental? qui tutte le info  http://www.lodental.it/about/ Un colloquio mooooooolto informale, che non credo si ripeterà molto presto nella storia dei colloqui. Quello che abbiamo fatto per il Sig.re suddetto, è stato un progetto sulla nostra visione del brand da quì a 5 anni. (Ve l'avevo mai detto che la moda stà avanti almeno un paio di stagioni rispetto al presente?). Chiaramente il focus della capsule collection era il cappotto loden, cioè quel soprabito tipicamente di colore verde scuro che si addice moltissimo a personalità eleganti, fino ad oggi identificato con un target ...

9 il valore del lavoro

Che rabbia. Che roba ingiusta. E ti ci sei svegliata stamattina con questa verità in tasca? La mattina ha la rabbia in bocca, come si suol dire. No, no, dimmi te se è giusto che un ragazzo appena uscito dagli studi non possa lavorare. Ti mazzano subito a questo mondo. Quale mondo? Ma quello della moda, ovvio. Quà la storia è questa: vuoi lavorare per noi? Benissimo, hai i tuoi genitori che ti possono sostenere? E che significa? Significa che puoi venire quì a Londra, o a Firenze, o a Milano se vuoi, ma noi ti diamo solo una travel card. O meglio, ti rimborsiamo le spese previo ricevute, dei tuoi spostamenti. Sennò, ti possono bastare 200 euro? Guarda, se sei super fortunato ti diamo 500 euro più buoni pasto. Questo è il massimo. Il minimo è un bello 0 tondo tondo. Che schifo. Cioè, noi, NOI che siamo il VOSTRO futuro, noi, che non ce ne frega niente di fare i porta-bibite, gli omini delle fotocopie, i pagatori delle bollette, i grafici, i butta immondizia, i ricercatori di imm...

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Il problema delle "scuole" di moda è che non si riesce a trovare un equilibrio tra stile (nei termini di: ricerca, sviluppo dell'idea, cultura e altri ble bla) e lavoro pratico (conoscenza delle tecniche, dei materiali, dello sviluppo taglie...). Le fashion schools prendono sempre una strada più che l'altra; o si esce stilisti, o si esce artigiani. Meglio; ci si prova. Il che, nel primo caso è semi-impossibile perchè senza SAPERE cosa disegni, si fanno solo voli pindarici "immaginiferi". Non è neanche del tutto sbagliato; voglio dire, se fosse un artigiano a pensare le proprie creazioni, all' 80% farebbe delle cose che sà di poter fare, senza spingersi troppo oltre i limiti del proprio sapere. Non si complicherebbe la vita per un idea. Penserebbe subito alla fattibilità del prodotto, in maniera molto pragmatica, al contrario, appunto, del designer stralunato.  Uscire artigiani belli e fatti è altrettanto inverosimile; ci vuole tempo, pratica, la ...