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Parliamo di Zoolander.
Incipit:
Era il lontano 2001 quando il film è apparso sugli schermi, e non mi ricordo che se ne fosse parlato più di tanto, io che ancora ero ignara che la moda potesse essere la mia strada, avevo liquidato il film e non avevo speso i miei soldi per andare al cinema. Nonostante Ben Stiller ed Owen Wilson sono senza dubbio una coppia vincente con due volti da prendere amorevolmente a schiaffi, avevo occhi solo per Elijah Wood alias Frodo Beggins, e se francamente dovessi scegliere, ancora oggi tutta la vita Frodo.
La direzione e la sceneggiatura, nonché l'interpretazione, è dello stesso Ben Stiller che si è inventato il personaggio di Derek Zoolander in occasione del VH1 Fashion Award del lontano 1996.
Credo di essermelo ritrovato su Sky in un noioso pomeriggio e deve anche avermi stuccato un pò, non mi ricordo il finale, ho solo impressa la scena di Hansel che riesce a togliersi le mutande con i pantaloni addosso. Questo sarebbe figo. Non abbastanza per vederselo fino alla fine in ogni caso.
Ieri dopo un paio di rossi e qualche bicchiere di prosecco mi sono ritrovata a casa con Marzia. Lei é il genere di amica che vuole sempre vedere film che facciano ridere, a cui piace Pieraccioni e ne cita le battute, soprattutto ed ossessivamente quelle de "Il ciclone"; il che mi mette in difficoltà, perché sinceramente, non c'è una pellicola che mi abbia mai fatto sganasciare o di cui io ricordi le battute con entusiasmo. Solo quelle di Monty pithon ma devo ammettere che ero "fatta fatta in modo assurdo". Così, per non essere la solita pseudo-intelletualoide impegnata in film psico-pshico-drammatici, in preda al panico mi è venuto in mente Zoolander. E questo è l'incipit.
Trama:
Derek Zoolander è un modello top e viene ingaggiato dallo stilista Mugatu per uccidere il primo ministro malese perchè ha soppresso lo sfruttamento minorile che concerne il lavoro tessile (il che avrebbe causato il crollo dell'industria della moda, ed è la spiegazione per cui il film non è mai uscito in Malesia). Una giornalista e un altro top model, Hansel, cercheranno di fermare l'attentato. Fine della trama.
Le genialate:
Non ho idea di quanti cammei ci siano. Al di là del cast principale (anche Milla Jovovic!), un occhio attento si accorge di una giovanissima Natalie Portman, di Winona Ryder, di Paris Hilton, Tom Ford, la grande ed onnipresente Donatella Versace, Emma Bunton, David Bowie (ti rendi conto?!?), la Schiffer, Karl Lagerfeld (ovviamente), Tommy Hilfiger ed un'altra decina di icone del supermondo luccicante intessuto tra moda, cinema e tuttociòacuiasspiriamomachenonsiverificheràmai.
Tutti i cliché della moda vengono sbattuti e derisi bonariamente (è un film comico, non per pseudo-pshico) dilatati e ristretti per destare riso. Ahah. Vedi il cane superaccessoriato di Mugatu (doppiato da Pino Insegno). Vedi la stessa sfilata "Derelict", citazione della collezione uomo a/i 2010 homeless della Westwood ripresa poi dal vecchio Jhon il cui unico scopo è quello di provocare a conti fatti. Per non parlare della giornalista che si scopre essere stata una grassona con la fobia di Vogue, ergo della moda, ergo dell'immagine e delle modelle a cui ha aspirato a tal punto da diventare bulimica. Sensazionale la nonchalance con cui Derek ed Hansel gli dicono che è assolutamente normale, specie una settimana prima della sfilata. Capito si, è normale, ma normale veramente.
Il cellulare è la premonizione più azzeccata; piccolo piccolo, piccolo giocattolino feticcio da cui Derek non si stacca mai ed assurge a pegno lasciato ad Hansel, come eredità per la ex-grassona, tante volte dovesse morire in passerella. E chiaramente la stupidità dei modelli (ma della moda in generale) in cui però, il più delle volte non c'è cattiveria ma solo ingenuità, superficialità dell'apparire senza consapevolezza che si possa essere altrimenti. Come se non ci fosse coscienza, è solo un gioco, un guscio vuoto e bello, innocente e ludico. Vedi la scena in cui i due modelli devono cavare dei file dal Mac (il modello è di quelli vecchi, in cui la Apple non aveva ancora adottato la strategia di un prodotto esteticamente lineare ed asettico per convincere il cliente che si ha a che fare con roba seria e non con toys hi-tec). Hansel e Derek non capiscono come si accende il computer e viene citata la scena di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick in cui le scimmie cercano di impadronirsi della tecnica, il che sarebbe decisamente uno spunto attualissimo, così come lo era nel 1968 e nel 2001 (che, ricordo, è sia l'anno in cui Kubrick ambienta il film, sia quello in cui Zoolander è effettivamente uscito). Alla fine, nonostante la Apple si sia sempre distinta per la realizzazione di un design intuitivo, non ci riescono e Hansel crede che i file si trovino proprio dentro al computer, all'interno di quel cervellone arancione.
Inoltre, quasi ogni personaggio ha una frase totem; vedi Derek o peggio Mugatu che alla vista di Hansel ripete come un automatismo: "quello è Hansel, va un casino quest'anno" rendendo evidente le ossessioni che affliggono i fashion-victim per cui trovata la formula lessicale, viene ripetuta senza scopo, senza senso, tanto per parlare, perché ormai è automatico. E dai, tutti nel vortice.
Tirate le somme:
Quindi, col cazzo che fa ridere Zoolander.
link prima apparizione Derek Zoolander male model: https://www.youtube.com/watch?v=5_qI9fu8sZQ
Incipit:
Era il lontano 2001 quando il film è apparso sugli schermi, e non mi ricordo che se ne fosse parlato più di tanto, io che ancora ero ignara che la moda potesse essere la mia strada, avevo liquidato il film e non avevo speso i miei soldi per andare al cinema. Nonostante Ben Stiller ed Owen Wilson sono senza dubbio una coppia vincente con due volti da prendere amorevolmente a schiaffi, avevo occhi solo per Elijah Wood alias Frodo Beggins, e se francamente dovessi scegliere, ancora oggi tutta la vita Frodo.
La direzione e la sceneggiatura, nonché l'interpretazione, è dello stesso Ben Stiller che si è inventato il personaggio di Derek Zoolander in occasione del VH1 Fashion Award del lontano 1996.
Credo di essermelo ritrovato su Sky in un noioso pomeriggio e deve anche avermi stuccato un pò, non mi ricordo il finale, ho solo impressa la scena di Hansel che riesce a togliersi le mutande con i pantaloni addosso. Questo sarebbe figo. Non abbastanza per vederselo fino alla fine in ogni caso.
Ieri dopo un paio di rossi e qualche bicchiere di prosecco mi sono ritrovata a casa con Marzia. Lei é il genere di amica che vuole sempre vedere film che facciano ridere, a cui piace Pieraccioni e ne cita le battute, soprattutto ed ossessivamente quelle de "Il ciclone"; il che mi mette in difficoltà, perché sinceramente, non c'è una pellicola che mi abbia mai fatto sganasciare o di cui io ricordi le battute con entusiasmo. Solo quelle di Monty pithon ma devo ammettere che ero "fatta fatta in modo assurdo". Così, per non essere la solita pseudo-intelletualoide impegnata in film psico-pshico-drammatici, in preda al panico mi è venuto in mente Zoolander. E questo è l'incipit.
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| Owen Wilson |
Trama:
Derek Zoolander è un modello top e viene ingaggiato dallo stilista Mugatu per uccidere il primo ministro malese perchè ha soppresso lo sfruttamento minorile che concerne il lavoro tessile (il che avrebbe causato il crollo dell'industria della moda, ed è la spiegazione per cui il film non è mai uscito in Malesia). Una giornalista e un altro top model, Hansel, cercheranno di fermare l'attentato. Fine della trama.
Le genialate:
Non ho idea di quanti cammei ci siano. Al di là del cast principale (anche Milla Jovovic!), un occhio attento si accorge di una giovanissima Natalie Portman, di Winona Ryder, di Paris Hilton, Tom Ford, la grande ed onnipresente Donatella Versace, Emma Bunton, David Bowie (ti rendi conto?!?), la Schiffer, Karl Lagerfeld (ovviamente), Tommy Hilfiger ed un'altra decina di icone del supermondo luccicante intessuto tra moda, cinema e tuttociòacuiasspiriamomachenonsiverificheràmai.
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| Westwood 2010 |
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| Galliano 2011 |
Il cellulare è la premonizione più azzeccata; piccolo piccolo, piccolo giocattolino feticcio da cui Derek non si stacca mai ed assurge a pegno lasciato ad Hansel, come eredità per la ex-grassona, tante volte dovesse morire in passerella. E chiaramente la stupidità dei modelli (ma della moda in generale) in cui però, il più delle volte non c'è cattiveria ma solo ingenuità, superficialità dell'apparire senza consapevolezza che si possa essere altrimenti. Come se non ci fosse coscienza, è solo un gioco, un guscio vuoto e bello, innocente e ludico. Vedi la scena in cui i due modelli devono cavare dei file dal Mac (il modello è di quelli vecchi, in cui la Apple non aveva ancora adottato la strategia di un prodotto esteticamente lineare ed asettico per convincere il cliente che si ha a che fare con roba seria e non con toys hi-tec). Hansel e Derek non capiscono come si accende il computer e viene citata la scena di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick in cui le scimmie cercano di impadronirsi della tecnica, il che sarebbe decisamente uno spunto attualissimo, così come lo era nel 1968 e nel 2001 (che, ricordo, è sia l'anno in cui Kubrick ambienta il film, sia quello in cui Zoolander è effettivamente uscito). Alla fine, nonostante la Apple si sia sempre distinta per la realizzazione di un design intuitivo, non ci riescono e Hansel crede che i file si trovino proprio dentro al computer, all'interno di quel cervellone arancione.
Inoltre, quasi ogni personaggio ha una frase totem; vedi Derek o peggio Mugatu che alla vista di Hansel ripete come un automatismo: "quello è Hansel, va un casino quest'anno" rendendo evidente le ossessioni che affliggono i fashion-victim per cui trovata la formula lessicale, viene ripetuta senza scopo, senza senso, tanto per parlare, perché ormai è automatico. E dai, tutti nel vortice.
Tirate le somme:
Quindi, col cazzo che fa ridere Zoolander.
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| Blue steel/ Tigre/Ferrari/Magnum |
link prima apparizione Derek Zoolander male model: https://www.youtube.com/watch?v=5_qI9fu8sZQ






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