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lavorare bene significa:
1 mantenere la calma, sempre.
2 andare veloci, correre, ma come se si stesse camminando.
3 stare fermi, come se ci si stesse muovendo.
4 sorridere, creare un clima positivo attraverso il corpo.
5 utilizzare parole come "grazie, non c'è di che, e per favore" anche se in realtà si stà dando un ordine.
6 captare i dettagli circostanti senza perdere l'attenzione per ciò in cui si è impegnati
7 essere disponibilli verso i colleghi, rispettare il lavoro altrui.
8 non riprendere gli altri, il miglior insegnamento è l'esempio.
9 ascoltare.
10 non esistono problemi, solo soluzioni.Ergo, lavorare è una cosa da donna perchè solo la donna ha in sè, ed in maniera naturale, queste attitudini.
Detto ciò, approfondiamo.
Correre significa sudore. A nessuno piace il sudore a meno che non si è al letto con un modello sedicenne della Aber Crombie. Quando parlo di "correre" sul lavoro, intendo, correre di testa. Per andare veloci occorre sintetizzare, e per sintetizzare occorre pragmatismo, senti come suona? Pra-g-ma-ti-smo. Scandire. Scandire tempo, spazio, risorse fisiche al fine di non sprecare energia e sali minerali. Quindi bere tanto e ragionare col cervello. L'esempio del giorno è il seguente. Il mio capo stava con il suo blocchetto, ricontando le comande di una tavolata. Storia lunga, tre pz fiori, due mix salad... passavo di lì, ho guardato il gregge di turisti seduto al tavolo, li ho contati meglio di come farebbe Flash; undici più una bambina. Appena il boss ha terminato di farsi due conti ho detto: undici più una bambina. Mi ha guardata, ha guardato il suo blocchetto. Il tempo si è fermato, una donna vicino a lui ha detto: brava. è stato come fare un gol da centrocampo, se davvero me ne fregasse del calcio e sapessi cosa significa fare gol. Se capisci cosa intendo. Andare veloci significa previsione e cura contemporaneamente, ma senza sforzi apparenti. Chiaro, ci vuole esperienza e innata attitudine, direi che è necessario anche una certa quantità di rischio e sicurezza in se stessi. Avrei potuto sbagliare, magari erano dodici ed uno era a cagare, ma il massimo di quello che può succedere è. Essere licenziati. Ok, sto andando fuori tema. Andate veloci con la testa e basta, evitate i calcoli.
è inutile muoversi quando non si ha un cazzo da fare. Si tratta sempre di risparmio energetico. Nella norma, vi diranno quello che hanno detto a me: c'è sempre qualcosa da fare sul lavoro, mai stare con le mani in mano. Super stronzata epica. Il vero professionista è in grado di non fare assolutamente un cazzo, come se si stesse impegnando al massimo delle sue potenzialità e oltre. Buzz Lightyear insegna. Se è un lavoro in piedi, mettete le mani dietro la schiena, sistemate gli scaffali; quando lavoravo al Conad facevo questo la maggior parte del tempo, c'è un termine preciso per designare questo compito, ma non mi sovviene. Comunque, fingere di sistemare qualcosa che è già in ordine è assurdo ma a me piace, in fondo si tratta di estetica. Ecco, quando non avete una minchia da fare, o fingete di non respirare con le mani agganciate dietro, o curate l'estetica. Non la vostra, non mettetevi a strapparvi pellicine.
Lo sapevate che abbiamo il superpotere di influenzare ciò che ci circonda? E, soprattutto, abbiamo anche quella ficata di roba che si chiama: libero arbitrio. Cioè possiamo scegliere! Non è geniale? Quindi puoi scegliere di fartela prendere a male, di incazzarti con quel suino dall'ascella pezzata che sta schioccando le dita per chiamarti e mandarlo a fanculo. Oppure. Puoi schioccare le dita a tua volta, avvicinarti con un sorriso naturalizzato e neutralizzante e chiedergli se ha intenzione di ballare il flamenco. Riderà, ti chiederà da mangiare (stupidi maiali) e ti lascerà una lauta mancia. Fico no?
Per malformazione professionale io chiamo quasi tutti quelli con cui a che fare: stella, tesoro, amore (fare moda significa interagire con psicopatiche sui tacchi e gay sbarbati). Chiaramente non ho quasi mai a che fare con persone che possano essere interpretate anche solo metaforicamente tali. Eppure ottengo quello di cui ho bisogno. Non significa essere paraculi chiedere permesso, grazie e prego stella. Anche questa è una cosa fichissima; si chiama gentilezza. Kindliness.
Quando parli con un cliente, stai parlando con lui. O almeno, lui deve essere assolutamente convinto che tu stia effettivamente parlando con lui. Lo sappiamo tutti, non stai parlando con lui.
Loro sono nella tua stessa condizione. Parole cristiane, siamo tutti fratelli. Sangue del mio sangue, carne della mia carne (questo è Brusco). Il pacifismo è cosa buona e giusta al lavoro.
Se non è il mio capo a dirmi cosa devo fare, detto papale papale: ti saluta Kitty. Kitty chiiiiiiiiiiiiii??
Ascoltare è noioso, lo sò. Ma il senso è qualcosa di bellissimo. Si tratta di svuotarsi di se stessi, mettersi da parte ed accogliere l'altro. Mi fa sentire umana. Ascoltare significa andare al di là delle parole e cogliere i punti salienti di ciò di cui l'altro ha bisogno. Al di là dell'umanesimo, l'ascolto ha il compito di raccogliere informazioni utili su qualcosa che manca e che invece ci dovrebbe essere, o si vorrebbe ci fosse. Stò parlando italiano? Ascoltare è attenzione, e l'attenzione è la componente primaria dell'intelligenza. Vuoi essere un'intelligente od uno stupido? E pensi che l'intelligenza sia qualcosa di utile al lavoro?
Sai qual'è la differenza tra un leader ed una pecora? esattamente questa: il leader non bela. Semplice.
La mia conclusione è sempre la stessa: lavorare è una cosa da donne.


Sto imparando che, seppur raramente, ci sono persone a cui non piaccio. è un fatto decisamente nuovo per me, abituata ad essere brillante per mestiere e quindi a coinvolgere tutti, essere cordiale e disponibile a tutti i costi, io, proprio io, the clever girl, che non ti sono simpatica? ebbene mi sta capitando. le mie convinzioni su me stessa vengono meno. l'esempio che porto è questo, anche se una persona non ti piace, mantieni la calma. Stai solo lavorando, e potrai odiare con tutto il tuo ego quella piccola stronzetta che fa la prima della classe, con il suo tono da fringuello ed i suoi modi sdolcinati, ma ricordati; è solo per sette barra otto ore al giorno, non di più. Lasciala blaterare i suoi grazie, mentre ti stai facendo un culo come una capanna, lasciala fare le sue battutine da Ned Flanders senza fracassargli il collo. Non ti piace? pazienza, evita i contatti visivi, non calpestarle i piedi, lascia che scivoli. Scivola, vedi come scivola? Questo ti permetterà di infastidirla a morte, non dare importanza a chi crede di averne è un ottimo metodo di farle crollare il terreno sotto ai piedi, andrai a casa soddisfatto della tua superiorità mentre la tizia storcerà un pò il naso, domandandosi dove ha sbagliato. con il tempo smetterà di chiederti per favore. Keep calm.





Una delle verità più folgoranti che ho appreso da un film è che non importa cosa tu stia dicendo, si tratta di phonetica, è il suono che fa il messaggio. Si. Sto parlando di Mean Girls, mi dispiace, farò rammenda.
Parla con lui. O parla con lei, se sei un nostalgico. Con la scaltrezza di una faina intanto gli starai prendendo i piatti sporchi da sotto il naso, starai ascoltando i commenti dei vicini, saprai che il tuo capo è alle tue spalle e che il tavolo sulla destra necessita di altre posate. E starai contando i minuti per la tua meritatissima pausa sigaretta. Ricorda: stai parlando con il suo portafogli-o.


Io ho un problema: vorrei dirgli a quei testa di cazzo che non hanno nessuna autorizzazione a trattare di merda i poveri piccoli Bangladesh che si fanno il culo quanto noi, in uno spazio vitale di un metro per due con le pentole in fiamme e senza prese d'aria. Vorrei dirgli che sono dei razzisti frustrati del cazzo, che sono degli ignoranti presuntuosi. Che si stanno comportando da enormi pezzi di merda. Ma non posso perchè loro: A) lavorano lì da più tempo di me. B) sono più grossi di me. C) ricordiamoci di Kitty. L'unica cosa che puoi fare, piccolo dipendente paladino della giustizia, è dare il tuo esempio. Andare controcorrente senza agitare bandiere, rispettando il tuo codice etico e senza cadere nella trappola dei capri espiatori. Siamo tutti capaci ad essere dolci con i bambini ed i cuccioli, quanti di noi hanno la stessa sensibilità per quelli che sono disarmati ed indifesi, per quelli a cui i denti non devono crescere. Gli sono già caduti.


Il matematico non si chiede perchè esistono i problemi. Li risolve. Ti ricordi quando ti davano quei compiti a scuola, quelli con le x e le y. Io si, maledizione. é inutile che ti domandi perchè quella roba corrisponda ad un numero. Devi trovare quel numero. Devi capire dove cazzo è andato a finire, non perchè si è travestito da lettera (idiota, ti scoverò). Sarebbe sciocco chiedersi perchè devi fare quei calcoli, alla fine quello che conta è svoltare l'anno. Per cui cerca di prendere dieci. Soluzioni, non problemi. E prendila easy, mi raccomando, la vita non è dietro al banco della scuola.



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