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perso il conto

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Le unghie appesantite da uno smalto scadente ed Un respiro piccolo, Sul dorso macchiato di BIC, è lunga questa curva suadente, luna immanente, luna reticente. Un respiro piccolo, che curva quando torna alla base, Ha un callo sull’anulare, lo usa per scivolarci meglio, Sul suo dorso macchiato di BIC ho scoperto una poesia Luna vorace, luna verace. Sul fiore delle labbra Tiene in bocca un gusto denso, luna reticente, luna sbeccata, luna sboccata. Alza la gonna una volta al mese, si lascia guardare senza Vergogna, mi dà una notte sola, ed una soltanto      Posso guardarla nuda a metà. Posso scoparla solo in un verso      Il gusto intenso      Di un respiro piccolo.

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Certe cose appariranno diverse, non ne sono ancora convinta ma sento che è la cosa giusta. Prendere le distanze non significa essere per forza razionali, anzi penso che andarsene, almeno per un pò, sia una spinta che prende forza dall'istinto. Partire ci dicono che è doloroso, ma non è vero. Lasciare i luoghi in cui si è stato non significa abbandonarli. Lo stesso è con le persone. Dobbiamo capire, e Dio solo sa perchè è così difficile, che non possediamo niente. In questo modo, ci si accorge che non c'è niente che possa essere perduto. Si può togliere qualcosa solo a chi può farselo togliere. Io non ho Roma, non ho amici e non ho genitori. L'affetto non si può stringere tra le dita, ed è solo con il palmo aperto che si può sentire di avere tutto. Muoversi è semplicemente cambiare. Sembra passato un anno da quando in Olanda, a Rotterdam ho letto quella scritta sulla facciata di una Accademia: I have change to be the same. Dovrebbe essere molto più semplice di come la ...

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Colibrì dorme non dorme dorme non dorme dorme o non dorme dorme ma dorme? dorme o non dorme dorme o non dorme dorme o non dorme dorme davvero? ma dorme sul serio? non dorme sul serio non dorme sul serio. Dorme, non dorme non dorme da sola e quando non dorme, sogna per ore l'ho vista incantarsi nell'ombra, rannicchiata in uno spazio d'amore mi chiamava nel sonno, dal grembo del sole, le mie dita e i suoi capelli intrecciati un nodo ed un nido tutto sparisce e tutto rinasce un nido ed un nodo in un moto indefinito  tutto marcisce e tutto ricresce. dorme non dorme dorme non dorme dorme o non dorme dorme ma dorme? dorme o non dorme dorme o non dorme dorme o non dorme dorme davvero? ma dorme sul serio? non dorme sul serio non dorme sul serio. non è quel che sembra l'ho vista perdersi in un cerchio nero cercarmi nell'ombra, fra lenzuola usate, cambiare timbro di voce chiedermi se la...

21 Vita da Stagisti

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Venerdì sera, il primo libero da un mese. E chiaramente, figurati semmevàddeuscì. Ho passato la prima metà della giornata ad accoppiare e sminuzzare foulard, non ne spiego la ragione. l'altra metà a fare ricerca di street-style. Che poi street de che, queste sono tutte modelle o gente che girovaga nel sistema moda, i blog di street non esistono, perchè, quelle e quei tipi bellissimi con trentamila euro addosso non sono per niente gente comune. Chi li ha mai visti? E allora perchè si dice che vengano presi dalla strada? Orientali vestite Kenzo e Valentino, bionde con gambe kilometriche, orecchini Chanel e spille Lanvin. Mi sono venuti i brividi a figurarmi vicino una di queste ninfe belle e ricche, io bassa, povera e pure obesa rispetto ai canoni di quegli scatti Canon. I miei complessi da stagista amorfa mi sono rimbombati dentro, e mi sono sentita totalmente...come dire...un cesso sfigato. Al di là della mia personale tristezza, vorrei solo rincuorare le persone vere, quella non è...

20. chiamatele borse

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Mi arrovello il cervello sugli oggetti. Sulle loro componenti, la loro utilità, il loro scopo. Lo faccio perché sono arrivata alla conclusione che gli oggetti (e nello specifico gli accessori) siano un modo molto efficace di espressione. Gli oggetti sono la base dello stile e lo stile... stì-le dal latino: [stìlus] penna, derivante dalla radice [stig-] pungere. Lo stile, in antichità, era la penna con cui si scriveva sulle tavolette cerate, incidendole. Il passaggio ulteriore di significato è di un'eleganza di pensiero enorme: lo stile diventa il modo di scrivere proprio di una persona. Diventa il  sinolo  di grafia, ritmo, tono, taglio di pensiero, lessico ed ogni altro fattore che oggi, intuitivamente, ricomprendiamo nello stile di scrittura. Passo ulteriore, ampliamento dell'orizzonte: lo stile diventa tutto ciò che caratterizza una persona sotto un profilo estetico, squisito e vasto - anche se la radice autentica resta la semplice penna,  simbolo  di un'es...

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L'estate si è fottuta. Ciao ciao magliette a maniche corte, birrette notturne, aperitivi sul balcone. Addio ceretta all'inguine, stramaledette succhiasangue, goccioline di sudore. Benvenuta tosse, mosconi e moschette, trench e castagne. Magari è troppo presto per parlare di castagne, ma suvvia, si va per archetipi stagionali. Il mio lavoretto estivo da cameriera sta per finire (grazie Osteria per la paghetta settimanale e per non aver fatto pesare sul mio corpo i chilogrammi dell'alcohol), adesso c'è da riprendere da dove si era rimasti. Quindi, tiriamoci su le maniche e cominciamo da A.D.R (Aereoporti Di Roma) che ci ha commissionato un lavoro niente male. Ebbene si, lavorerò, sto lavorando, per Fiumicino e Ciampino, per cui non proprio un niente, mica devo progettare i grembiuli della scuola elementare S.Francesco; io, Marzia e Francesca abbiamo il compito di fare il restyling completo degli accessori di A.D.R, ovvero sia, stiamo lavorando per più di mille persone c...

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Parliamo di Zoolander. Incipit: Era il lontano 2001 quando il film è apparso sugli schermi, e non mi ricordo che se ne fosse parlato più di tanto, io che ancora ero ignara che la moda potesse essere la mia strada, avevo liquidato il film e non avevo speso i miei soldi per andare al cinema. Nonostante Ben Stiller ed Owen Wilson sono senza dubbio una coppia vincente con due volti da prendere amorevolmente a schiaffi, avevo occhi solo per Elijah Wood alias Frodo Beggins, e se francamente dovessi scegliere, ancora oggi tutta la vita Frodo. La direzione e la sceneggiatura, nonché l'interpretazione, è dello stesso Ben Stiller che si è inventato il personaggio di Derek Zoolander in occasione del VH1 Fashion Award del lontano 1996. Credo di essermelo ritrovato su Sky in un noioso pomeriggio e deve anche avermi stuccato un pò, non mi ricordo il finale, ho solo impressa la scena di Hansel che riesce a togliersi le mutande con i pantaloni addosso. Questo sarebbe figo. Non abbastanza...

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lavorare bene significa: 1 mantenere la calma, sempre. 2 andare veloci, correre, ma come se si stesse camminando. 3 stare fermi, come se ci si stesse muovendo. 4 sorridere, creare un clima positivo attraverso il corpo. 5 utilizzare parole come "grazie, non c'è di che, e per favore" anche se in realtà si stà dando un ordine. 6 captare i dettagli circostanti senza perdere l'attenzione per ciò in cui  si è impegnati 7 essere disponibilli verso i colleghi, rispettare il lavoro altrui. 8 non riprendere gli altri, il miglior insegnamento è l'esempio. 9 ascoltare. 10 non esistono problemi, solo soluzioni. Ergo, lavorare è una cosa da donna perchè solo la donna ha in sè, ed in maniera naturale, queste attitudini. Detto ciò, approfondiamo. Correre significa sudore. A nessuno piace il sudore a meno che non si è al letto con un modello sedicenne della Aber Crombie. Quando parlo di "correre" sul lavoro, intendo, correre di testa. Per andare veloci occorr...

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Trastevere 18:30 Il bagno tocca sempre a me, farlo? 19.16 sto mangiando cacioepepe. Accanto a me Toni si scarpetta il piatto. Granchio mastica a bocca aperta. Vanni pure e nel mentre ride. Alzo gli occhi e vedo Emma che stà servendo i tavoli fuori. Di già.In realtà lo stiamo guardando di sbieco un pò tutti, eccetto Toni che, tristemente, stà prendendo atto del suo piatto ormai immacolato. Granchio borbotta. <<turisti teste de cazzo, in Italia se magna alle 20:30>> Alzarsi, riapparecchiare il tavolo, cominciare la ronda dei tavolini. 23:55 Comincio ad andare più lenta, socializzo di più con i clienti, mi metto seduta al loro tavolo per prendere le ordinazioni. Almeno per 3 motivi: sono stanca-se sono stranieri improve my english-se sono ubriachi sono più sorridenti, ergo: essere carine aiuterà la mano a lasciare più grana. Cazzo di mestiere il cameriere. Ieri notte stavo superando la "barriera del gelo", l'impressionante escursione termica tral tunn...

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Semini quello che raccogli. La teoria dell'eterno secondo. Ho la sensazione di arrivare sempre seconda. Il che è veramente, veramente tremendo. Chiaro che mi consolo ingollando stronzate tipo: "non era questa la tua occasione" "non è che non era giusto il tuo lavoro, era che si cercava qualcosa di diverso" "il destino ha in serbo qualcosa d'altro per te". Bugia. Per quanto faccia male ammetterlo, la verità è che non gli piaci abbastanza. No, scherzo, questo è un film. La verità è che se non arrivi prima, se non vinci, è perchè il tuo risultato non è maturo, hai ancora della strada da fare, prima di esplodere ("aspetterò il momento per un migliore slancio", qualcuno cantava). Il che è avvilente e calmante (almeno adesso che mi sono rotolata nel mio vittismo post-missione-colloquio-fallito). Avvilente perchè mi dico: il massimo non è bastato, e giuro che è una vita che me lo dicono i risultati. Sai, sono sempre stata la bambina del ...

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The Great Gatsby. Il logo è una delle chicche migliori del film. Un film d'estetica sfavillante e decadente allo stesso tempo. Oddio, queste sembrano quelle frasi prologo di un film di terza mano, per cercare di pompare la curiosità degli spettatori...ok, allora cominciamo daccapo: Io voglio essere amata da J.Gatsby (da Leonardo Di Caprio), un uomo solo e sognatore, che riempie la sua vita di champagne e feste a cui non partecipa, che si fa comprare le camicie da uno stylist (!), racconta fandonie sul suo passato, si costruisce il destino senza rendersi conto che noi non abbiamo nessuna possibilità di progettazione del futuro, possiamo solo cavalcare il presente. Gatsby è innamorato di una Daisy, l'ha conosciuta 5 anni prima, durante la guerra. L'ha conosciuta a casa sua ed era così bella, così fine. Prima di baciarla guarda il cielo. Questo per me è stato un momento importante del film, come quello in cui Daisy si ritrova sul letto di Gatsby, circondata dalle sue cam...

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Max Papeschi Sai qual' e' la risposta che temo di piu'? Io non ti rispondo ma pongo comunque il quesito: E se la tua ambizione superasse il tuo talento? Occorrerebbe essere piu' shining, piu' cool, piu' glamour, nel mio caso piu' alta. E quel che un po' mi spaventa, conoscere le persone giuste. Cosi' non avrebbe importanza avere delle idee geniali. Diro' di piu': non importerebbe avere o meno delle idee. Cazzo, che visione pessimista. Ma no, la moda e' super super democratica, meritocratica! Non passano prima gli omosessuali, le cugine e le bionde. Ma io scherzo. Io ci credo. I consigli giusti: Bisogna avere fame, quella fame di lavorare che ti permette di chiedere al Sig. Della Valle se c'ha un posto libero nel suo ufficio, uno qualsiasi. Bisogna essere qui' e li' contemporaneamente. Mica uno scherzo. Sorridere sempre. Mangiare poco. Avere almeno un pezzo di Celine. Sapere chi dirige Vogue. Ehi, non solo quello ...

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Il problema delle "scuole" di moda è che non si riesce a trovare un equilibrio tra stile (nei termini di: ricerca, sviluppo dell'idea, cultura e altri ble bla) e lavoro pratico (conoscenza delle tecniche, dei materiali, dello sviluppo taglie...). Le fashion schools prendono sempre una strada più che l'altra; o si esce stilisti, o si esce artigiani. Meglio; ci si prova. Il che, nel primo caso è semi-impossibile perchè senza SAPERE cosa disegni, si fanno solo voli pindarici "immaginiferi". Non è neanche del tutto sbagliato; voglio dire, se fosse un artigiano a pensare le proprie creazioni, all' 80% farebbe delle cose che sà di poter fare, senza spingersi troppo oltre i limiti del proprio sapere. Non si complicherebbe la vita per un idea. Penserebbe subito alla fattibilità del prodotto, in maniera molto pragmatica, al contrario, appunto, del designer stralunato.  Uscire artigiani belli e fatti è altrettanto inverosimile; ci vuole tempo, pratica, la ...