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Certe cose appariranno diverse, non ne sono ancora convinta ma sento che è la cosa giusta. Prendere le distanze non significa essere per forza razionali, anzi penso che andarsene, almeno per un pò, sia una spinta che prende forza dall'istinto. Partire ci dicono che è doloroso, ma non è vero. Lasciare i luoghi in cui si è stato non significa abbandonarli. Lo stesso è con le persone. Dobbiamo capire, e Dio solo sa perchè è così difficile, che non possediamo niente. In questo modo, ci si accorge che non c'è niente che possa essere perduto. Si può togliere qualcosa solo a chi può farselo togliere. Io non ho Roma, non ho amici e non ho genitori. L'affetto non si può stringere tra le dita, ed è solo con il palmo aperto che si può sentire di avere tutto. Muoversi è semplicemente cambiare. Sembra passato un anno da quando in Olanda, a Rotterdam ho letto quella scritta sulla facciata di una Accademia: I have change to be the same. Dovrebbe essere molto più semplice di come la ...

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Colibrì dorme non dorme dorme non dorme dorme o non dorme dorme ma dorme? dorme o non dorme dorme o non dorme dorme o non dorme dorme davvero? ma dorme sul serio? non dorme sul serio non dorme sul serio. Dorme, non dorme non dorme da sola e quando non dorme, sogna per ore l'ho vista incantarsi nell'ombra, rannicchiata in uno spazio d'amore mi chiamava nel sonno, dal grembo del sole, le mie dita e i suoi capelli intrecciati un nodo ed un nido tutto sparisce e tutto rinasce un nido ed un nodo in un moto indefinito  tutto marcisce e tutto ricresce. dorme non dorme dorme non dorme dorme o non dorme dorme ma dorme? dorme o non dorme dorme o non dorme dorme o non dorme dorme davvero? ma dorme sul serio? non dorme sul serio non dorme sul serio. non è quel che sembra l'ho vista perdersi in un cerchio nero cercarmi nell'ombra, fra lenzuola usate, cambiare timbro di voce chiedermi se la...

21 Vita da Stagisti

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Venerdì sera, il primo libero da un mese. E chiaramente, figurati semmevàddeuscì. Ho passato la prima metà della giornata ad accoppiare e sminuzzare foulard, non ne spiego la ragione. l'altra metà a fare ricerca di street-style. Che poi street de che, queste sono tutte modelle o gente che girovaga nel sistema moda, i blog di street non esistono, perchè, quelle e quei tipi bellissimi con trentamila euro addosso non sono per niente gente comune. Chi li ha mai visti? E allora perchè si dice che vengano presi dalla strada? Orientali vestite Kenzo e Valentino, bionde con gambe kilometriche, orecchini Chanel e spille Lanvin. Mi sono venuti i brividi a figurarmi vicino una di queste ninfe belle e ricche, io bassa, povera e pure obesa rispetto ai canoni di quegli scatti Canon. I miei complessi da stagista amorfa mi sono rimbombati dentro, e mi sono sentita totalmente...come dire...un cesso sfigato. Al di là della mia personale tristezza, vorrei solo rincuorare le persone vere, quella non è...

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Trastevere 18:30 Il bagno tocca sempre a me, farlo? 19.16 sto mangiando cacioepepe. Accanto a me Toni si scarpetta il piatto. Granchio mastica a bocca aperta. Vanni pure e nel mentre ride. Alzo gli occhi e vedo Emma che stà servendo i tavoli fuori. Di già.In realtà lo stiamo guardando di sbieco un pò tutti, eccetto Toni che, tristemente, stà prendendo atto del suo piatto ormai immacolato. Granchio borbotta. <<turisti teste de cazzo, in Italia se magna alle 20:30>> Alzarsi, riapparecchiare il tavolo, cominciare la ronda dei tavolini. 23:55 Comincio ad andare più lenta, socializzo di più con i clienti, mi metto seduta al loro tavolo per prendere le ordinazioni. Almeno per 3 motivi: sono stanca-se sono stranieri improve my english-se sono ubriachi sono più sorridenti, ergo: essere carine aiuterà la mano a lasciare più grana. Cazzo di mestiere il cameriere. Ieri notte stavo superando la "barriera del gelo", l'impressionante escursione termica tral tunn...

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Back to Delft. I have to change to be the same. Just move. Just move.Just move.Just move.Just move.Just move.Just move.Just move.Just move.Just move. Quello che vorrei dirmi ogni giorno è: non aver paura di aver paura. Marcella L.E. Kirchner

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Semini quello che raccogli. La teoria dell'eterno secondo. Ho la sensazione di arrivare sempre seconda. Il che è veramente, veramente tremendo. Chiaro che mi consolo ingollando stronzate tipo: "non era questa la tua occasione" "non è che non era giusto il tuo lavoro, era che si cercava qualcosa di diverso" "il destino ha in serbo qualcosa d'altro per te". Bugia. Per quanto faccia male ammetterlo, la verità è che non gli piaci abbastanza. No, scherzo, questo è un film. La verità è che se non arrivi prima, se non vinci, è perchè il tuo risultato non è maturo, hai ancora della strada da fare, prima di esplodere ("aspetterò il momento per un migliore slancio", qualcuno cantava). Il che è avvilente e calmante (almeno adesso che mi sono rotolata nel mio vittismo post-missione-colloquio-fallito). Avvilente perchè mi dico: il massimo non è bastato, e giuro che è una vita che me lo dicono i risultati. Sai, sono sempre stata la bambina del ...

9 il valore del lavoro

Che rabbia. Che roba ingiusta. E ti ci sei svegliata stamattina con questa verità in tasca? La mattina ha la rabbia in bocca, come si suol dire. No, no, dimmi te se è giusto che un ragazzo appena uscito dagli studi non possa lavorare. Ti mazzano subito a questo mondo. Quale mondo? Ma quello della moda, ovvio. Quà la storia è questa: vuoi lavorare per noi? Benissimo, hai i tuoi genitori che ti possono sostenere? E che significa? Significa che puoi venire quì a Londra, o a Firenze, o a Milano se vuoi, ma noi ti diamo solo una travel card. O meglio, ti rimborsiamo le spese previo ricevute, dei tuoi spostamenti. Sennò, ti possono bastare 200 euro? Guarda, se sei super fortunato ti diamo 500 euro più buoni pasto. Questo è il massimo. Il minimo è un bello 0 tondo tondo. Che schifo. Cioè, noi, NOI che siamo il VOSTRO futuro, noi, che non ce ne frega niente di fare i porta-bibite, gli omini delle fotocopie, i pagatori delle bollette, i grafici, i butta immondizia, i ricercatori di imm...

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Max Papeschi Sai qual' e' la risposta che temo di piu'? Io non ti rispondo ma pongo comunque il quesito: E se la tua ambizione superasse il tuo talento? Occorrerebbe essere piu' shining, piu' cool, piu' glamour, nel mio caso piu' alta. E quel che un po' mi spaventa, conoscere le persone giuste. Cosi' non avrebbe importanza avere delle idee geniali. Diro' di piu': non importerebbe avere o meno delle idee. Cazzo, che visione pessimista. Ma no, la moda e' super super democratica, meritocratica! Non passano prima gli omosessuali, le cugine e le bionde. Ma io scherzo. Io ci credo. I consigli giusti: Bisogna avere fame, quella fame di lavorare che ti permette di chiedere al Sig. Della Valle se c'ha un posto libero nel suo ufficio, uno qualsiasi. Bisogna essere qui' e li' contemporaneamente. Mica uno scherzo. Sorridere sempre. Mangiare poco. Avere almeno un pezzo di Celine. Sapere chi dirige Vogue. Ehi, non solo quello ...

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Il problema delle "scuole" di moda è che non si riesce a trovare un equilibrio tra stile (nei termini di: ricerca, sviluppo dell'idea, cultura e altri ble bla) e lavoro pratico (conoscenza delle tecniche, dei materiali, dello sviluppo taglie...). Le fashion schools prendono sempre una strada più che l'altra; o si esce stilisti, o si esce artigiani. Meglio; ci si prova. Il che, nel primo caso è semi-impossibile perchè senza SAPERE cosa disegni, si fanno solo voli pindarici "immaginiferi". Non è neanche del tutto sbagliato; voglio dire, se fosse un artigiano a pensare le proprie creazioni, all' 80% farebbe delle cose che sà di poter fare, senza spingersi troppo oltre i limiti del proprio sapere. Non si complicherebbe la vita per un idea. Penserebbe subito alla fattibilità del prodotto, in maniera molto pragmatica, al contrario, appunto, del designer stralunato.  Uscire artigiani belli e fatti è altrettanto inverosimile; ci vuole tempo, pratica, la ...

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"Per il modo in cui mi difendi aspettando di vedermi attraversare il cancello e sapermi al sicuro." Questo articolo ( http://www.enquire.it/2012/09/24/prada-ss13-il-dubbio/ ) non riguarda il Minimalismo, ma a me sembra chiarissima per molti versi, l'aderenza dell'ultima collezione di Miuccia Prada. "La settimana della moda milanese è ormai giunta al suo termine, mancano ancora pochissime sfilate. Di solito Enquire non da molto spazio agli aggiornamenti dalle fashion week , ma questa volta c’è un motivo. Tra tutti gli   show   e gli eventi in calendario, c’è stato un momento in cui il dubbio è serpeggiato tra gli addetti ai lavori. Una parola:   PRADA Molti sono stati coloro che, appena usciti dalla sfilata, si sono guardati chiedendosi tra loro “ma cosa è successo?”, “non so cosa pensare” oppure "una collezione difficilissima”. Ma in realtà che cosa è accaduto? Parliamo dello spazio, una passerella che   Dazed Digital   definisce “loop” e ...