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Trastevere
18:30
Il bagno tocca sempre a me, farlo?
19.16
sto mangiando cacioepepe. Accanto a me Toni si scarpetta il piatto. Granchio mastica a bocca aperta. Vanni pure e nel mentre ride. Alzo gli occhi e vedo Emma che stà servendo i tavoli fuori. Di già.In realtà lo stiamo guardando di sbieco un pò tutti, eccetto Toni che, tristemente, stà prendendo atto del suo piatto ormai immacolato. Granchio borbotta. <<turisti teste de cazzo, in Italia se magna alle 20:30>>
Alzarsi, riapparecchiare il tavolo, cominciare la ronda dei tavolini.

23:55
Comincio ad andare più lenta, socializzo di più con i clienti, mi metto seduta al loro tavolo per prendere le ordinazioni. Almeno per 3 motivi: sono stanca-se sono stranieri improve my english-se sono ubriachi sono più sorridenti, ergo: essere carine aiuterà la mano a lasciare più grana.
Cazzo di mestiere il cameriere.
Ieri notte stavo superando la "barriera del gelo", l'impressionante escursione termica tral tunnel di San Pietro e Gregorio VII, pensavo: viviamo in un altro universo. Il cliente si siede spulcia annoiato il menù, beve e si spaparanza sulla seggiola, con gli occhi offuscati dalla romanella e dal chiasso de'li trasteverini. Si. Rilassa.
Noi grondiamo sudore e scarpiniamo in quel perimetro di dieci metri pensando: f4= forchetta 8d= conto, chiedere tavolo strada se vuole dolci, tiramisù finito. Insomma due universi opposti, alla stessa ora, nello stesso luogo, nella stessa Roma. Caoscalmo.
Un mestiere sottovalutato. Come il muratore o l'operatore di un call center. Lavori serie B, sottovalutati. E i lavori sottovalutati sono lavori sottopagati. Non sò cosa ne pensa Tania, io posso dire che il cameriere è un lavoro nobile e nobilitante. Garantire un servizio, senza discriminazioni. In effetti dear Tania; non sò che cazzo di difficoltà hai a stare attaccata ad una cornetta, 30 euro giornalieri, stacce.
Il cameriere deve avere il controllo di tutto. Della sala in quanto ambiente, della piacevolezza dei pasti altrui, dello stress da tenere a bada e sforzarsi di sorridere alle mandrie di deficienti che ti guardano inebetiti mentre gli stai semplicemente domandando se il piatto che hai in mano è per loro. Cristo Santo, non lo vedi che ho un ustione di 5° grado? Vuoi prenderti questa fottuta carbonara o vuoi continuare a guardarmi impallidito come se t'avessi chiesto: cosa ne pensi delle donne militari che vanno a fare le missioni in Iran?"
2 universi Virginia, ricorda; 2 universi. Loro non ne hanno idea.
Con movimenti precisi occorre sintetizzare le azioni, gli spostamenti, è preferibile imparare a fare i giocolieri piuttosto che viaggiare cucina-tavoli ogni 4 sec. Bisogna creare dei cassetti mentali (numerati come i tavoli) e metterci dentro ordini, bevande, richieste e conti. Bisogna ricordarsi di sorridere perchè il tuo lavoro è anche questo. Stare fermi come se si lavorasse, fare i runner come se si stesse fermi. I clienti sono davvero come delle bestie, si lasciano trasportare ai consigli dei camerieri senza sapere che in realtà li stiamo indirizzando verso prosciuttoemelone perchè abbiamo finito la bufala. Tu per loro non esisti, puoi mettergli le mani nel naso, non se ne accorgerebbero. Questo vale per tutte quelle volte che ti ritrovi a stenderti sul tavolo per prendere l'ultimo piatto laggiù e dentro di te stai pensando: fottuta vacca rifatta, allunga quel braccietto anoressico e dammi i resti della tua abbuffata con cui a casa farai i conti.
Insomma, un bel cazzo di lavoro per iperattivi. Anche se i piedi ti vanno in cancrena e la schiena diventa il tronco di una quercia brulicante di tarli.
Tutto questo per fare due soldi e partire da mamma Roma, alla ricerca di un altro lavoro sottovalutato.

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